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Fisica

prof.ssa Giovanna CATANIA
appunti di Fisica

 

P R E M E S S A  al  dettaglio  delle  UNITÀ  DIDATTICHE

Per ognuna delle unità didattiche (u.d.) elencate di seguito e nelle quali sono stati organizzati i contenuti, sono disponibili due strumenti:
a. lo schema secondo il quale si sviluppa ogni unità didattica così come è previsto dalla Programmazione annuale della Docente, di cui questi schemi sono allegati e che è consultabile anche da questo stesso sito (1),
b. i contenuti dell’unità didattica in forma esclusivamente – e volutamente – nozionistico / informativa limitata, per ciò stesso, a concetti e nozioni.
A proposito dei contenuti così come sono stati esposti, è necessario sottolineare che, in quanto “contenuti nozionistico / informativi”, risultano tutt’altro che esaurienti: in sostanza, possono rappresentare soltanto uno strumento e un supporto dal punto di vista nozionistico che, come tale e di per sé, non è sufficiente. Gli obiettivi didattici e formativi dell’insegnamento della Fisica (nel loro dettaglio e nella loro completezza, sono esposti e consultabili nella Programmazione annuale già citata), difatti, soltanto in minima parte sono affidati ai contenuti. Lo studio dei contenuti, piuttosto, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi (dal livello di sufficienza in su) se quei medesimi contenuti sono fatti proprii dagli studenti, sono rielaborati, collegati e integrati; in breve, se gli studenti imparano a “fare” . L’insegnamento della Fisica e le sue potenzialità formative sono quindi, più che altro, affidati alla trasmissione diretta dell’insegnante nonché agli approfondimenti anche richiesti dagli stessi studenti, ai collegamenti metodologici e alle applicazioni quale che sia la loro forma nonché alla pratica di laboratorio: e, dunque, così come si trova indicato in ognuno degli schemi delle unità didattiche, il materiale fondamentale per lo studio è fornito dagli appunti che gli studenti sono messi, con grande cura, in condizione di prendere personalmente, durante le lezioni. A completamento, saranno di volta in volta distribuiti, quando ritenuti utili e/o necessari, anche schemi e procedimenti nella forma più appropriata alla fisionomia di ogni singola classe.
La Fisica insegnata, infatti, diventa formativa quando mantiene il suo ruolo di scienza (metodo di conoscenza) senza essere trasformata – e svilita – in un elenco di conclusioni (formule) da mandare a mente o, tutt’al più, da “ricavare” con qualche passaggio matematico; e un modo per mantenere alla Fisica insegnata il suo ruolo di scienza, è quello di mettere in primo piano la questione del “significato fisico” cioè quello di trasmetterla come metodo, guidando gli studenti nella “ricostruzione” (non tanto storica quanto metodologica) delle sue teorie. È ovvio che, alla base di tutto questo  c’è, da parte della Docente, un lungo e approfondito lavoro di ricerca epistemologica e metodologica le cui linee fondamentali, per chiunque sia interessato a conoscerle, rappresentano anch’esse completamento della Programmazione annuale citata e sono, comunque, consultabili in  questo sito alla sezione DIDATTICA (2).
Va da sé che l’attività di laboratorio viene considerata non attività di “verifica” ma, anch’essa, attività di ricostruzione della Fisica così come, nella pratica scientifica, è la dialettica fra teorizzazione e sperimentazione che, insieme alle altre innumerevoli dialettiche che è possibile individuare (3), permette la costruzione e l’evoluzione della Fisica.
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(1) Dalla sezione DIDATTICA, → sottosezione PROGRAMMAZIONI INDIVIDUALI, → FISICA,  → CATANIA. 
(2) Dalla sottosezione IMPOSTAZIONE DIDATTICA, → FISICA, → FONDAMENTI EPISTEMO /  METODOLOGICI.
(3) Si seguano le indicazioni della nota 2, fino ai Fondamenti epistemologici e/o agli Elementi epistemologici.

 

 

I N D I C E
unità didattiche